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Villa Sanudo – Rezzonico – Foscarini – Piacentini di Villa del Conte (PD) nella cartografia

Sulla sinistra la pianta di Palazzo Dolfin di Villa del Conte nel 1787.

Sulla sinistra la pianta di Palazzo Dolfin di Villa del Conte nel 1787.

Questo edificio si trova in Via Ca’ Dolfin, in prossimità della rotatoria che interseca le vie Molino, Tremarende e Piovego. Delle numerose ville dominicali presenti e scomparse a Villa del Conte, questa è stata l’ultima a essere edificata. Le prime fonti cartografiche che attestano la presenza di Palazzo Sanudo a Villa del Conte risalgono, infatti, alla seconda metà del Settecento e precisamente agli anni 1785 e 1787.

La seconda mappa è la più interessante perché riguarda il settore meridionale del paese e vi compaiono tutti gli edifici dell’epoca a sud-ovest della chiesa. Nell’interessante disegno ordinato nel 1787 dal patrizio Lunardo Dolfin, la casa dominicale del Conte Livio Sanudo è tracciata con tutte le pertinenze in prossimità del capitello mariano ancora esistente. Su tutta la lunghezza della strada, a sud del complesso immobiliare si trovava la Peschiera di Ca’ Sanudo, ricavata allargando il fossato preesistente sul modello recepito dai Marcello nel loro palazzo di Paviola. A est del palazzo e di un altro edificio del Sanudo, vi era un intermezzo che i Cappello si erano ritagliati facendovi costruire un palazzo di dimensioni ragguardevoli poi scomparso. A sud di palazzo Sanudo si ergeva, invece, la casa dominicale dei Tommasini che nella mappa sono indicati come Tomasoni che corrisponde all’area di Villa Todesco.

I Sanudo giungono a Villa del Conte nella seconda metà del ‘600 attirati dalle proprietà dei Badoer. Nella seconda metà del Seicento, due sono i personaggi di questa famiglia che hanno proprietà nel comitense: il procuratore di San Marco Mattio Sanudo e il nobile Benetto. Maria Badoer era la madre del procuratore di S. Marco Mattio Sanudo. Lo stesso personaggio che nel 1686 dichiara di possedere a Villa del Conte 132 campi e dieci case, delle quali sei costruite in muratura e quattro in paglia, ma non il palazzo in questione.

Il primo riferimento esplicito all’esistenza di palazzo Sanudo risale al 1748, quando i coniugi Francesco Sanudo e Maria da Mosto il 19 luglio e il 16 agosto di quell’anno chiedevano al vescovo di Vicenza di poter costruire un oratorio privato nel loro palazzo. Quindi si può ipotizzare che l’edificio fosse stato ultimati da poco tempo.

L’Oratorio fu costruito in tempi molto lunghi e fu benedetto solo il 25 settembre 1769, ma ebbe vita breve. Nel 1781 il vescovo di Vicenza Alvise Maria Gabrielli visitava l’oratorio e vi trovava il breve vescovile del suo predecessore che attestava la benedizione della piccola chiesa nel 1769, senza peraltro menzionare il santo titolare della chiesetta. Nel 1826 il vicario perpetuo don Carlo Ronconi inviava al vescovo le note preparatori per la visita ad limina di quell’anno affermando: Esiste anche in casa Sanudo un Oratorio privato per la famiglia ma sono più di 40 anni che mancando li non fu celebrata la messa. Credo che nepur esistano supeletili sacre. Quindi l’orario era in disuso dal 1786 circa.

Durante il periodo napoleonico la villa continua ad essere censita come casa di villeggiatura del nobile Livio Sanudo. Questi, poiché risedeva a Venezia e non aveva molti interessi a Villa del Conte, tra il 1826 e il 1836 decise di vendere la villa ai nobili Foscarini. Elisabetta Foscarini di Nicolò divenne così la nuova proprietaria di palazzo Sanudo. Nelle rilevazioni catastali del 1850 l’edificio era censito al mappale 321, aveva un’estensione di 0,78 pertiche censuarie e un valore di 52,98 lire austriache.

L’ex palazzo Sanudo nel 1850. Nel 1836 era già divenuto proprietà di Elisabetta Foscarini, vedova Widman Rezzonico.

L’ex palazzo Sanudo al mappale 321 nel 1850. Nel 1836 era già divenuto proprietà di Elisabetta Foscarini, vedova Widman Rezzonico.

Alla Foscarini subentrarono i nobili Piacentini sino al ‘900. L’ultima erede Piacentini lasciò per testamento i suoi beni alla chiesa parrocchiale e fra questi l’ex villa Sanudo, affinché fossero destinati a favore della comunità parrocchiale. Sul finire del secolo l’edifico fu alienato a privati che l’hanno completamente restaurato.
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