Storia Dentro la Memoria


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L’uso delle spezie a S. Martino di Lupari e dintorni (1^ parte)

di Paolo Miotto

Le prime attestazioni relative al pepe

L’utilizzo delle spezie a S. Martino di Lupari è antico di almeno un millennio.

pianta di pepe nero

Pianta e semi di pepe nero.

Le prime indicazioni relative alla presenza di alcune spezie nel territorio di S. Martino di Lupari risalgono al XII secolo. Precedono di molto la nascita delle spiciarie cioè delle spezierie, lontane precorritrici delle moderne farmacie e in campo alimentare dei droghifici e delle drogherie. Le prime spezierie presenti nelle vicinanze di S. Martino di Lupari nascono, infatti, fra XV e XVI secolo all’interno dei castelli medievali di Cittadella e Castelfranco.
A causa della formale divisione del paese in Padovana e Trevisana, che risale al 1 maggio 1297 , i sanmartinari dell’una e dell’altra parte furono costretti a ricorrere ad entrambe le cittadine e alle loro rivendite di spezie. Trattandosi di merce preziosa e deperibile, è improbabile che in epoca medievale gli aromi orientali siano giunti in paese tramite i locali mercati.
La tarda nascita delle spezierie nelle due cittadine murate prossime a S. Martino, conferma la rarità e preziosità di questa mercanzia. I primi referenti medievali delle droghe si trovano più lontano, in particolare a Treviso. Qui si trovavano i poteri civili e religiosi della Marca gioiosa e botteghe di ogni sorte e le norme relative al peso da usare e alla preparazione della peverada erano regolati da norme precise .
A Castelfranco la prima bottega dove esercitare l’arte aromataria fu istituita nella serie di costruzioni della Bastia Nuova, presso Palazzo Pulcheri Favero. Il cronista castellano Nadal Melchiori scrive che nel 1490 Pietro Pulcher giunse da Monaco di Baviera piantandovi con successo l’attività.
A Cittadella la presenza di una spezieria risale agli stessi anni mediante la famiglia dell’eretico anabattista Pietro Speciali (Speziale) (1478-1554) che rivendicò contro Lutero la prima formulazione la dottrina della giustificazione . Chissà quanti ricchi abitanti di S. Martino si sono recati in queste due cittadine sperando di poter acquistare le preziose spezie o mirabolanti antidoti ai loro mali a base di erbe aromatiche.
Del resto non vi era altra alternativa per accedere alle spezierie fra medioevo e rinascimento, perché solo i centri urbani di un certo rilievo potevano ospitarle. A S. Martino i primi documenti che comprovano l’uso degli odori orientali precedono di poco il ‘200, ma si tratta di merce utilizzata con valore di moneta di scambio fra ceti abbienti, non certo di aromi utilizzati dalla popolazione.
La spezia più antica di cui si ha notizia in paese è il pepe. Quasi certamente si tratta pepe nero (piper nigrum), più diffuso nel medioevo, piuttosto che di pepe lungo (piper longum). Era noto nella tipologia nera, per l’esplicita indicazione piperis nigris contenuta in un documento, ma non sappiamo se circolava anche il pepe bianco. I romani conoscono e confondono fra loro entrambe le varietà (nero e lungo) che trasmettono alla successiva cultura medievale. In ogni caso, si tratta di due spezie originarie dell’India, seppure con valore economico diverso.
Il pepe nero era più costoso e proveniva dal sud del paese, mentre il pepe lungo era meno caro e arrivava dalla zona indiana di nord ovest. Il prezzo differente delle due varietà favorì la maggior diffusione della seconda a scapito della prima, almeno fino alla scoperta dell’America e del cosiddetto pepe del Cile, più facile da coltivare e simile per forma e gusto, che portò alla scomparsa del pepe lungo indiano. In Italia il pepe nero è la spezia più antica e maggiormente utilizzata anche in epoca rinascimentale, mentre nelle tavole europee è progressivamente abbandonato a favore del pepe lungo.


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Alle origini di Rossano Veneto: il Castellaro

a cura di Paolo Miotto

Giovedì 28 Novembre, ore 20,30, presso la Sala Conferenze di Villa Caffo di Rossano Veneto, Paolo Miotto presenterà una serata storica sulle origini del paese soffermandosi sulle vicende del Castellaro. Conferenza promossa dall’Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco. Ingresso libero.

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