Storia Dentro la Memoria

La Battaglia di Castelfranco (24 novembre 1805) e la Casona di S. Martino di Lupari

2 commenti

di Paolo Miotto

Scrivendo della Strà, l’arteria stradale principale che un tempo collegava Cittadella a Castelfranco, si è fatta menzione degli eserciti che vi sono passati durante i secoli. Rimangono tutti episodi pressoché anonimi, relegati ai grandi avvenimenti che hanno coinvolto la Castellana e il Cittadellese e difficilmente documentabili per i fatti accaduti alla Casona, fatta eccezione per alcune rare circostanze. Una di queste riguarda la poco nota Battaglia di Castelfranco, avvenuta il 24 novembre 1805. Si tratta di un episodio bellico poco rilevante per la storia con la “S” maiuscola, ma non così trascurabile per il generale Napoleone Bonaparte, poiché decise di inserirla sull’arco di trionfo a Parigi, fra la serie delle sue vittorie più importanti.

La battaglia di Castelfranco si inserisce nello scontro fra i francesi e le vecchie monarchie, alleatesi nella Terza coalizione (Gran Bretagna, impero austriaco, impero russo, regno di Napoli e Svezia). Nell’autunno del 1805 la nostra zona è sotto il controllo austriaco e la pressione francese si fa sempre più forte. Napoleone va verso Vienna e riporterà una grande vittoria ad Austerliz (2 dicembre 1805) contro gli eserciti austriaco e russo. In Veneto rimane il generale Andrea Massena al comando dell’Armata del Regno d’Italia (Lombardia, la Romagna e parte dell’Emilia).

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24 Novembre 1805. La cavalleria dell’esercito francese, cerchio rosso, ha da poco oltrepassato la Casona e si dirige verso Castelfranco attraverso la Strà per dare man forte alle truppe comandate dal generale Saint-Cyr che, pur essendo in minoranza, vinceranno contro quelle austriache capeggiate dal principe di Rohan. 

Le ostilità iniziano con l’offensiva dei francesi che il 28 ottobre sconfiggono gli austriaci sull’Adige a Caldiero. In aiuto di Massena arrivano le truppe del generale Laurent de Gouvion-Saint-Cyr, stanziate prima nel Regno di Napoli.

La controffensiva austriaca non si fa attendere. Il principe di Rohan per arrestare la possibile avanzata francese lungo la Valsugana, scende da Bolzano. Il 23 occupa Bassano con alcune migliaia di austriaci, deciso a spazzare via i francesi che avevano posto sotto assedio Venezia. Scende verso Castelfranco per affrontare il nemico. Il generale francese de Gouvion-Saint-Cyr fa schierare i suoi uomini a Resana: le divisioni francesi del generale Reynier e del generale Verdier, la divisione italiana comandata dal generale Lechi, la cavalleria polacca dei generali Grabinski e Clopinski.

La mattina del 24 novembre i due eserciti sono schierati l’uno di fronte all’altro tra Castelfranco e Resana. Caricano per primi gli austriaci con tre attacchi successivi. I francesi sono inizialmente in difficoltà, ma mettono in atto una strategia che si rivelerà vincente. Attraverso la Strà convergono da Cittadella a Castelfranco ben mille cavalieri della brigata del generale Peyri, che attaccano alle spalle l’ala destra austriaca. Gli austriaci sono costretti a combattere su due fronti. Indebolito lo schieramento centrale, la cavalleria polacca sfonda e mette in fuga 700 corazzieri. Nel vano tentativo di spronare i suoi soldati, il principe austriaco di Rohan interviene personalmente sul campo di battaglia, ma viene ferito. Deve riparare all’interno del castello di Castelfranco, dove in breve tempo è costretto ad arrendersi con tutto il suo stato maggiore.

Immagine arco

La battaglia di Castelfranco ricordata da Napoleone nell’Arco di Trionfo a Parigi.

Secondo le tarde memorie del generale Gourion-Saint-Cyr, nell’occasione caddero nelle mani francesi 7.125 fanti, 1.066 cavalieri, 12 cannoni, 125 muli e 27 vetture per il trasporto delle vettovaglie.

Che parte ebbe la Casona nella battaglia?

La riposta giunge osservando la mappa del campo di battaglia fatta disegnare dal generale Gourion-Saint-Cyr nelle sue memorie militari. In questa, sono rappresentate con i colori blu e giallo, rispettivamente le truppe francesi e austriache. Con la lettera K sono raffigurati tre gruppi di cavalleria della brigata del generale Peyri, fissati nel momento in cui sopraggiungono da Cittadella lasciandosi alle spalle la Casona e dirigendosi verso Castelfranco. Si tratta della brigata di cavalleria Jaquet, inizialmente assegnata alla divisione Peyri, e formata dai dragoni di Napoleone, dal 1° squadrone Cacciatori e da una batteria a cavallo. Oltre un migliaio di soldati a cavallo passano al galoppo, a poca distanza dai due edifici della Casona, pronti a combattere per Napoleone. Gli stessi che di lì a poco tornano vittoriosi verso Cittadella con una parte del bottino strappato agli austriaci, che per breve tempo è depositato negli edifici della Casona mentre i cavalli e i loro cavalieri si rifocillavano in attesa di disposizioni.

Se i muri potessero parlare…

Autore: storiadentrolamemoria

Insegnante, ricercatore d'archivio, da oltre 25 anni impegnato nella pubblicazione di volumi e saggi inerenti storie di paesi, fenomeni, persone e cognomi. Collaboratore di quanti intendono scambiare dati e informazioni sulla storia del Veneto e oltre.

2 thoughts on “La Battaglia di Castelfranco (24 novembre 1805) e la Casona di S. Martino di Lupari

  1. molto interessante. chissa se arrivera qualche approfindimento su paviola da dove origina la mia famiglia e da fratte dove sono nato

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