Storia Dentro la Memoria

Capitello Madonna della Salute nella Padovana di S. Martino di Lupari (PD)

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Nel passato la religiosità trovava la sua naturale dimostrazione nel quotidiano. Segni sacri erano presenti ovunque a ricordare la meta finale di ogni esistenza umana e quindi la necessità di vivere ogni giorno nella prospettiva cristiana. Fra i segni sacri più diffusi nel mondo cristiano vi sono i sacelli o capitelli che lo stesso cristianesimo non inventa, ma trova già nel mondo pagano greco romano. Con la diffusione del cristianesimo nel IV secolo e il suo riconoscimento ufficiale, le antiche are sono presto trasformate in edicole sacre. I capitelli non sorgono in posizione casuale ma, come recita la parola stessa, a capo, all’inizio di strade e quindi negli incroci principali delle vie paesane e cittadine.

Il capitello della Madonna della Salute a S. Martino di Lupari.

Il capitello della Madonna della Salute a S. Martino di Lupari.

Il capitello mariano della Madonna della Salute che si trova nella zona detta Padovana di S. Martino di Lupari non fa eccezione. In origine, ma non è dato di sapere in che secolo, fu eretto in prossimità dell’attuale incrocio fra le Vie Cavour e Cardinale Agostini. La posizione esatta del primo capitello eretto in mezzo alla strada è rilevabile da una mappa del 1740 e, come si legge nel cartiglio della stessa, attribuiva il nome alla località: Contrada del Capitello. La contrada del capitello della Padovana è ricordata anche negli estimi padovani del 1575 e quindi è evidente che in quell’anno il sacello era già esistente. Il punto strategico dove sorge l’edicola sacra, fa presumere che si tratti di uno dei capitelli più antichi di S. Martino di Lupari, probabilmente fu concepito già in epoca medioevale.

Il Capitello della Madonna della Salute all'incrocio delle Vie Dante, Cavour e Cardinale Agostini nel 1967.Il Capitello della Madonna della Salute all’incrocio delle Vie Dante, Cavour e Cardinale Agostini nel 1967.

Si trovava, infatti, nella zona luparense che fin dal 1297 era stata assegnata a Cittadella e quindi al Padovano, in contrapposizione alla zona Trevisana del paese consegnata nello stesso anno a Castelfranco per motivi di confine. Nella zona Padovana luparense vi erano solo la chiesa arcipretale e il nostro capitello a controbilanciare la numerosa presenza di edifici sacri della più vasta area trevisana che poteva contare sulla medioevale chiesetta di Santa Maria dei Battuti, in Piazza XXIX Aprile, vari capitelli e soprattutto le chiese succursali di Campretto, Monastiero, e Borghetto. Il capitello in questione rappresentava pertanto un chiaro punto di riferimento per gli abitanti della Padovana e non è un caso se fu dedicato alla Madonna come lo era la diametralmente opposta chiesa di Santa Maria della Ceriola, situata nell’altra piazza luparense posta in Trevisana.

Il titolo sacro mariano è certo fin dalle origini, meno sicura è, invece, l’attribuzione della Salute che potrebbe risalire al XVII secolo per l’epidemia della peste di manzoniana memoria che colpì anche S. Martino. In ogni caso questo è il titolo presente almeno dal ‘700 che si è mantenuto fino ai nostri giorni.

Particolare della statua in legno scolpita dal cittadellese Attilio Fabbri e benedetta dall'arciprete Alessandro Da Re il 21 novembre 1913.

Particolare della statua in legno scolpita dal cittadellese Attilio Fabbri e benedetta dall’arciprete Alessandro Da Re il 21 novembre 1913.

Il capitello rimase in mezzo alla strada finché la viabilità fu percorsa da mezzi trainati da quadrupedi, poi, come accadde per altri sacelli del paese, l’ampliamento stradale decretò l’abbattimento di quella che ormai era divenuta una reliquia del passato. L’anno esatto della demolizione del capitello della Salute non è noto, ma risale al XIX secolo. Si decise allora di costruire un nuovo capitello addossandolo alla parete della casa che fa angolo all’incrocio in direzione di Tombolo. Non era però l’attuale edicola sacra in stile neogotico. Quest’ultima fu realizzata sul finire dell’800, e ripresa nelle forme in una tomba di famiglia del locale cimitero comunale, mentre la statua lignea della Madonna col bambino Gesù fu benedetta il 21 novembre 1913. L’arciprete Da Re, aderendo alle richieste dei residenti della Padovana, aveva affidato l’incarico della scultura al cittadellese Attilio Fabbri che aveva portato a termine l’incarico con maestria fra la soddisfazione generale dei parrocchiani e del settimanale diocesano La Vita del Popolo che dedicò più di un articolo alla vicenda. Per motivi che rimangono sconosciuti, ben presto si perse la memoria dell’artista cittadellese e gli subentrò quella dello scultore locale Antonio Baggio, che aveva scolpito la statua marmorea della Madonna detta dei “Corni” e il relativo altare in Via Roma. Molti sono ancora convinti che la Madonna della Salute sia opera di questo artista mentre non lo è stato. Il resto è cronaca. Ogni anno in occasione della ricorrenza mariana (21 novembre) centinaia di ceri e lumini fanno da sfondo al capitello e alla devozione dei luparensi.

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Autore: storiadentrolamemoria

Insegnante, ricercatore d'archivio, da oltre 25 anni impegnato nella pubblicazione di volumi e saggi inerenti storie di paesi, fenomeni, persone e cognomi. Collaboratore di quanti intendono scambiare dati e informazioni sulla storia del Veneto e oltre.

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