Storia Dentro la Memoria

Personaggi Duello Macola – Cavallotti (6 marzo 1898) (1^ Parte)

Lascia un commento

Da La Civiltà Cattolica, Serie XVII, Vol. I, fasc. 1146, 12 marzo 1898, pp. 743-746

            Il 6 di marzo, giorno di domenica, poco dopo le tre pomeridiane veniva ucciso in duello, morendo quasi improvvisamente in un lago di sangue, il noto deputato di Corteolona, uno de’ capi della politica italiana, il milanese Felice Cavallotti. L’origine del duello, in succinto, fu questa. Uno scrittore della Tribuna, l’Avv. Morello (noto col pseudonimo di Rastignac) aveva mosso querela di diffamazione contro il Cavallotti che sul Secolo aveva scritto qualche cosa contro di lui ; e alla Camera si era richiesta l’autorizzazione di procedere contro il Cavallotti. Mentre tale domanda era discussa da una commissione, l’on. Ferruccio Macola, direttore della Gazzetta di Venezia, stampò nel suo giornale che il Cavallotti s’era intromesso nella commissione per dissuaderla a dare il permesso di procedere contro di sé. Sorsero quindi sfide e polemiche tra il Cavallotti e il Macola: gli scrittori della Gazzetta erano detti dal Cavallotti «mentitori per mestiere», e il Cavallotti veniva appellato «paglietta della democrazia secolina (del Secolo di Milano)». I padrini delle due parti cercarono più volte di comporre le cose amichevolmente; quando per nuove polemiche fu deciso di finirla col duello. Questo fu concertato dai padrini, tutti on. deputati (eccetto uno) in una delle sale di Montecitorio: cioè dai nostri stessi legislatori che nel codice penale proibiscono il duello, nel luogo proprio alla maestà della legge, donde la morale dovrebbe sgorgare come da fonte. Il primo accordo del duello fu stabilito in un atto verbale del 4 marzo dagli onorevoli Carlo Donati e Guido Fusinato per l’on. Ferruccio Macola, e dall’on. Camillo Tassi e dal sig. Achille Bizzoni per l’on. Cavallotti. La sfida era lanciata dai primi per una lettera del 3 marzo 1898 pubblicata dal Cavallotti nel D. Chisciotte, in cui il Macola si riteneva offeso. Il giorno appresso, 5 marzo, sempre a Montecitorio, furono concordate le condizioni del duello; ma, rimasta indecisa la questione sul guanto da usarsi nello scontro, vi fu nuova adunanza il 6 marzo nel medesimo luogo. Ecco legislatori che a sangue freddo, a vista di tutti, concertano un delitto, vietato dalla legge di Dio e dal loro codice stesso. E l’autorità lascia fare, eccetto poi a spargere lacrime di coccodrillo dopo il fatto, come vedremo.

L'onorevole Ferruccio Macola., eletto nel Collegio elettorale di Castelfranco-Asolo, al tempo del duello con l'onorevole Cavallotti.

L’onorevole Ferruccio Macola., eletto nel Collegio elettorale di Castelfranco-Asolo, al tempo del duello con l’onorevole Felice Cavallotti.

            Ecco il verbale del 5 marzo

            Roma, addì 5 marzo 1898. – In esecuzione dell’accordo intervenuto ieri, oggi in una sala di Montecitorio si radunavano gli on. Carlo Donati e Guido Fusinato, rappresentanti dell’on. Ferruccio Macola, e l’on. Camillo Tassi e il sig. Achille Bizzoni, rappresentanti dell’on. Felice Cavallotti, per convenire le condizioni dello scontro. Si stabilisce che lo scontro avvenga alla sciabola affilata e appuntata, senza esclusione di colpi, con guanto di scherma da decidersi se da fioretto o da sciabola. Il combattimento continuerà sino a che uno dei due duellanti sia giudicato dai medici in condizioni di impossibilità a proseguire. I duellanti non vestiranno maglia e porteranno camicia non inamidata con colletto inamidato. Lo scontro avverrà nelle ore pomeridiane di domenica, 6 corrente, in luogo e ora da convenirsi. La direzione dello scontro sarà decisa dalla sorte fra i signori Bizzoni e Fusinato, riservato ad entrambi l’ordine dell’alt. Si fissa un ultimo convegno domani, domenica, alle ore 9 ant. – Guido Fusinato, Carlo Donati, A. Bizzoni, C. Tassi.

Verso le tre pomeridiane del giorno 6, duellanti e padrini coi medici giunsero al villino della Contessa Cellere, alcuni chilometri fuori di Porta Maggiore. Fuori della villa erano parecchi deputati e amici de’ duellanti, mentre la detta Contessa dicono che stesse da una finestra a vedere la sanguinosa lotta. La sorte designò il Fusinato a dirigere il duello. Datone il segno, vi fu un istante di attesa; indi il Cavallotti col solito impeto, cominciò ad attaccare, inquieto, mobilissimo e avanzando febbrilmente, mentre l’avversario quasi sereno si limitava a parare. Vi furono tre assalti. Al primo la sciabola del Macola sfiorò solo il petto del Cavallotti; al secondo, questi ricevette un piccolo colpo al costato con uno leggero strappo alla camicia, ed egli sorridendo riprese la sua posizione di guardia. I duellanti erano animati da vivo risentimento. Al terzo assalto l’on. Cavallotti ansante si gettò impetuosamente sull’avversario senza curarsi delle sue mosse. Si udì un grido. La sciabola dell’on. Macola, che manteneva la parata dritta, incontrava fatalmente (così dice la Tribuna) la bocca aperta dell’onorevole Cavallotti e vi penetrava per oltre dieci centimetri tagliando il labbro, recidendo la lingua e penetrando profondamente nella trachea. Si vide l’on. Cavallotti all’improvviso arrestarsi, lasciar cadere la sciabola e portar la mano istintivamente al viso. I padrini dell’uno e dell’altro corsero a sorreggere il Cavallotti vacillante. Un torrente di sangue usciva dalla bocca e dal labbro squarciato. Accorsi i medici e portato il ferito in una camera del villino, l’adagiarono sopra una tavola, tentando di allacciare le vene e farlo respirare artificialmente. Tutto fu inutile; il sangue usciva gorgogliando a grandi fiotti, e in cinque minuti, senza che il disgraziato Cavallotti potesse pronunciar parola, era cadavere.

            La notizia si diffuse come filmine in Roma e in tutto il mondo patriottico e tutti si mostrarono addoloratissimi della triste e tragica fine dell’on. Cavallotti. Commemorazioni alla Camera e ne’ giornali, manifesti e lodi dell’istinto, movimento di tutte le società anticlericali, perfino invettive contro il duello, dopo che fino a ieri dai medesimi era stato tenuto in onore come di una impresa cavalleresca. Anzi hanno cominciato, al solito, subito a rettoricare, dichiarando il duello sopravvivenza del diritto medioevale, pregiudizio, vergognosa superstizione. Dio sa con quanta logica; poiché erano gli stessi che lodavano il duellante come un eroe. A noi cristiani basta il quinto comandamento: Non ammazzare.

La copertina della Tribuna illustrata della Domenica con la scena finale del duello.

La copertina della Tribuna illustrata della Domenica con la scena finale del duello.

            All’accompagnamento funebre, da Piazza Rondanini (ov’era l’abituale dimora del Cavallotti e ove fu portato il cadavere) fino alla stazione, concorsero Ministri, senatori, deputati e tutte le società anticlericali di Roma, oltre 100 con bandiere spiegate. I funerali furono solo civili; dal carro funebre fu tolta anche la croce e in suo luogo fu messa una clepsidra dorata con la stella massonica. I cordoni del carro funebre erano retti dal gen. Garibaldi, dal sindaco Ruspoli, dal senatore Taverna, dal Presidente della Camera, e dai Sigg. onorevoli Mussi e Boccelli. Il Cavallotti era nato a Milano, il 6 novembre 1842. Fu scrittore, oratore e poeta e compose versi e drammi. Se avesse potuto coltivare la letteratura, sarebbe riuscito eccellente; ma la sua vita agitata e sempre in lotta non glielo permise. Fu potente polemista, fu onesto (di quell’onestà che si contenta del settimo comandamento) e alla Camera era temuto nemico dei dilapidatori delle Banche, fu leale e amatore della libertà per tutti; ma non crediamo che avesse conservata la Fede. Prima del duello aveva fatto testamento, com’era solito anche negli altri duelli, di cui ne aveva fatti già trentadue. La sua salma venne trasportata a Milano.
Contatore siti

Annunci

Autore: storiadentrolamemoria

Insegnante, ricercatore d'archivio, da oltre 25 anni impegnato nella pubblicazione di volumi e saggi inerenti storie di paesi, fenomeni, persone e cognomi. Collaboratore di quanti intendono scambiare dati e informazioni sulla storia del Veneto e oltre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...