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Busnardo prè Lorenzo: la scoperta del campione di scacchi del ‘500

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Busnardo prè Lorenzo

la scoperta del campione di scacchi del ‘500

di

Stefano Zulian

Gens Iulia

(Ritratto di un sacerdote, Giovan Battista Moroni 1550 c.)

(Ritratto del sacerdote Giovan Battista Moroni 1550 c.)

 Nel corso del 2012 grazie all’incarico ricevuto dalla Pro Loco di Mussolente e Casoni ebbi modo di tradurre e trascrivere un’importante serie di atti processuali prodotti dall’Inquisizione di Belluno contro alcuni “eretici” accusati a vario titolo di luteranesimo e eresia in generale. Vicenda che coinvolse pesantemente la comunità di Mussolente ricadente sin dal medioevo in diocesi di Belluno. La figura principale di quella vicenda è un uomo di nome Iseppo Follador già indagato nel 1549 e nel 1552 che risulterà il primo indiziato nella nuova “setta” del paese processata nel 1577. E’ questo processo , che occupa da solo più di 500 facciate di interrogatori e vicende umane , che ci regala  un incomparabile affresco di Storia raccontata in prima persona. Una fonte primaria quella dei processi come ben sanno i ricercatori storici.

Quell’uomo finirà nel carcere dell’Inquisizione di Venezia nel 1579 ma …incredibilmente pur recidivo sarà rilasciato nel 1582.

Così per comprenderne appieno le successive vicende dei personaggi,considerato che i processi di cui disponiamo e non ancora tradotti del tutto si riferiscono ad un periodo che va dal 1549 al 1595, lessi gli interrogatori dei massari e di alcuni importanti parrocchiani svolti dal grande vescovo Alvise Lollino nel 1598 durante la sua visita pastorale. Quegli uomini rispondevano che il loro pievano di nome prè Lorenzo Busnardo era bravo ma abbandonava troppe volte la pieve per andarsene a Venezia anche tre settimane per …giocare a scacchi!

Ignaro quasi del tutto sul ‘500 per la storia degli scacchi ma certo sorpreso ed incuriosito volli estendere questa sensazione al  Maestro Internazionale e grande storico del gioco Antonio Rosino con una breve mail,ricevendone due giorni dopo un dato per me incredibile:esistevano ben 3 partite giocate da un “Busnardo” senza nome e la nota che il “Busnardo” delle partite era amico di Giulio Cesare Polerio di Lanciano in Abruzzo. Amico cioè dell’autore delle prime cronache sul gioco moderno degli scacchi e i suoi protagonisti, lui stesso forte giocatore e teorico che visse,giocò e scrisse per il suo potentissimo patrono Giacomo Boncompagni Duca di Sora figlio naturale di papa Gregorio XIII. Allo stato attuale una rapida ricerca permette di capire come quel “Busnardo” sia ancora per gli storici personaggio del tutto misterioso.

Dai ricercatori spagnoli è però inteso come loro conterraneo e solo in seconda ipotesi che fosse forse da Roma,dato che grazie agli scritti del Polerio si pensa che le partite fossero lì giocate.

Grazie al subitaneo contributo concessomi dal mio Circolo Scacchistico “Città di Marostica” e dalla Banca Popolare di Marostica si è potuto dedicarsi immediatamente al recupero in forma digitale degli atti conservati nell’Archivio di Stato di Venezia,fondi “Savi all’eresia – Inquisizione” busta 48 fascicolo 55.(*1). Sono i riferimenti archivistici di un fascicolo contenente il processo svoltosi tra il  1586 e il 1588 contro prè Lorenzo Busnardo . Nel trascriverlo lessi con sue stesse parole affermazioni che finalmente non lasciavano più dubbi : il suo patrono era il Duca di Sora Giacomo Boncompagni e lo stesso papa Gregorio XIII a quel tempo già scomparso.

Il “Busnardo” misterioso non era quindi spagnolo ma Veneto italianissimo, nato come si vedrà a Casoni di Mussolente nel 1532!

Si vuol quindi con questa pubblicazione trascrivere per la prima volta le citazioni inerenti il gioco degli scacchi sinora trovate , ricordando come lo studio sia tutt’ora in corso e foriero di probabili notevoli scoperte.

Qui principalmente vi è la trascrizione integrale degli interrogatori del processo di Venezia del 1588 dove “sentiamo” il personaggio Busnardo e ne percepiamo la personalità. Vi sono anche  le tre partite di lui conosciute a cui penso si possa già inserire quella che Giulio Cesare Polerio giocò di fronte al Duca di Sora e fu resa in forma di poesia da Gracco Rotilio .Lì un giocatore si chiama Cesare (Giulio Cesare Polerio) l’altro “don Lorenzo” probabilmente l’amico prè Lorenzo Busnardo.

Provo  grande felicità e orgoglio, mi sia consentito di dirlo, sapere che ad accogliere il “ritorno” sulla scena scacchistica mondiale di uno dei primissimi campioni del nobil ziogo vi abbia contribuito il mio Circolo Scacchistico “Città di Marostica”.

Stefano Zulian  addì 7 gennaio 2013

Cassanego di Borso del Grappa

 

Giacomo Boncompagni Duca di Sora il patrono di prè Lorenzo Busnardo

Giacomo Boncompagni Duca di Sora:
il patrono di prè Lorenzo Busnardo.

   II 5 dicembre del 1580 il pievano di Mussolente, prè Giovanni Regoggia di nobile famiglia bellunese, si presentò presso il vescovo di Belluno Io.Battista Valier nella sua residenza in Venezia per denunciare prè Lorenzo Busnardo.  

Il pievano Regoggia era colui che nel 1577 diede inizio al grande processo contro la “setta” di eretici di Mussolente che coinvolse anche un’anziano parente di prè Lorenzo, Iseppo Follador incarcerato sin dal gennaio 1579 a Venezia. A causa di queste vicende era ritornato stabilmente nel suo paese il Busnardo con il proposito dichiarato di divenire lui il nuovo pievano e aiutare il parente grazie alle sue importantissime amicizie frutto della sua professione di scacchista.  

Trascriviamo di seguito integralmente la denuncia assieme alle varie testimonianze sul suo vivere del gioco degli scacchi così come si ritrovano nel fascicolo processuale contro prè Lorenzo Busnardo dell’anno 1581 conservato nell’ Archivio della Diocesi  di Belluno con a seguire quelle del processo di Venezia del 1588 conservato nell’Archivio di Stato di Venezia e per finire i riferimenti presenti nella visita pastorale del 1598 conservata ugualmente nell’Archivio della Diocesi di Belluno.  

Per rendere più leggibile il testo ho sciolto quasi sempre le abbreviazioni. Laddove si vede un  “..?…” significa che non mi è riuscito al momento di interpretare o tradurre quella parola vuoi per cattiva fotografia vuoi per calligrafia molto difficile del notaio. Nel dubbio invece alla parola affianco “?”.   

Dal processo di Belluno del 1580 –1582 

folio 2 r. (…) Presentata a me il vescovo di Belluno da prete Giovanni Regoggia a Venezia il 9 dicembre 1580. “Mi presento io Giovanni Regoggia pievano di san Pietro di Mussolente mosso dal debito del mio ufficio e da carità, così anche per non sporcare la mia coscienza e dinnanzi a Vostra Signoria Reverendissima denuncio che prete (prè) Lorenzo Busnardo che ora abita nel detto villaggio folio 2 v. è un eretico e che sia la causa per la quale molti dei suoi parenti in quel villaggio siano caduti e cadano nell’eresia e che da lui siano convinti verso quelle.  E primo:

1 egli ha parenti eretici dei quali ha detto invece che sono uomini per bene, e quelli lo ricambiano con il dire che non hanno mai sentito nessuno che abbia meglio di prè Lorenzo Busnardo interpretato alcuni passi della Scrittura;

2 lui ha mangiato carne di maiale in un giorno proibito, e frittate nel sabato santo e altri giorni sempre proibiti; ma ancora di più ha detto di poter dimostrare con la Scrittura che il mangiare carne di venerdì e sabato non è un peccato ; e ha mangiato uova e formaggio sia in Venezia come in Mussolente nei giorni proibiti di Quaresima, nella vigilia e in tempori.

 3 lui è un uomo vagabondo il quale va in diverse parti del mondo e forse anche nelle città degli eretici con la sola professione del gioco degli scacchi ; nel quale sta sempre occupato il giorno e la notte tralasciando gli uffici divini ai quali sono tenuti i sacerdoti ; per questo non è mai stato visto con il breviario in mano e neppure leggerlo : e dal gioco ottiene molto guadagno portando a casa molti denari guadagnati malamente.

4 è infamato di un pessimo crimine per aver abusato del figlio di messer Federico da Venezia che abita alle Caselle nel padovano, come il medesimo testimonierà con altri del luogo. Il quale come ha detto a me se non era difeso lo voleva ammazzare in una farmacia

folio 3 r.

qui a Venezia; e del medesimo delitto vi è gran sospetto l’abbia commesso qui a Venezia dove alloggiava in casa di magistro Zanandrea de Andro d’Arcipellago sarto che lo cacciò di casa, anche perché mangiava uova e formaggi nelle vigilie e quattro tempore con grande scandalo loro e di chi lo vedeva. E di questo è accusato da tutti nel villaggio di Caselle sopradetta e di tutte queste cose vi è pubblica voce e fama.

E per questo io mosso da zelo verso la salute dei miei sudditi e dal desiderio di poter almeno una volta vivere in pace e tranquillità non dovendo sempre combattere contro degli eretici : supplico V.S.R. che voglia inquisire questo prete Lorenzo Busnardo in modo che se è eretico si sani oppure sia scacciato dal mio gregge. Perché mi viene anche detto da prete Battista Frassalongo che alcuni che facevano sempre Quaresima da quando stanno con lui non la fanno più. Ancora di più mi fa insospettire il fatto che esso abbia disprezzato l’autorità Vostra non avendo mai voluto presentarsi di fronte a Voi anche se richiesto. Inoltre con il fatto di volere celebrare la messa contro il Vostro editto; e il fatto che sia uscito da quella buona e santa Compagnia dei Gesuiti e faccia una vita così scandalosa con disonore di Dio, irrispettoso del suo stato clericale e di quella buona e Santa Compagnia e scandalo delle anime da Vostra Signoria Reverendissima a me assegnate.

 Testimoni da esaminare.

folio 3 v.

magistro Zanandrea d’Andro d’Arcipellago sarto e Pollonia sua consorte che sta in Venezia nella contrà di san Silvestro appresso il pozzo. In merito al punto 1°,2°,3° e 4°;

magistro Federico cittadino di Venezia detto “de Lazzaris” mediatore di animali abita al presente al ponte dell’Asedo. Lavora a san Giacomo di Caselle in territorio padovano per la famiglia dei Ruffi. In merito al 4°

Prè Bartolomeo de i Favri da Bassano che abita al presente a Mussolente. In merito al 2° e al 4°.

Prè Battista Frassalongo cappellano a Cassola. In merito al 2°,3° e 4°.

La signora Moretta Sonda che abita a Pagnano. In merito al 2°.

I signori Battista dei Favri da Bassano e suo fratello Girolamo. In merito al 2° e al 3°.

magistro Zuanne Gratiolo folladore. In merito al 1°,2°,3° e 4°.

Alessandro da Como da Mussolente che ora abita a Bassano. In merito al 1°.

Tutti questi , e altri ancora , testimonieranno della pubblica voce e fama delle sopradette cose.”

 E’ quindi la terza domanda (3° capitolo)  che riguarda il suo vivere da giocatore di scacchi. Dagli  interrogatori che seguirono riportiamo le risposte in merito.

 Interrogatorio di Zanandrea de Andro sarto, di anni 44:

“Interrogato in merito al 3°  risponde : Lui (cioè prè Lorenzo Busnardo) mi ha detto che ha guadagnato due mila scudi giocando a scacchi e che voleva andare a Genova e in Spagna per trovare gente che giocasse bene perché qui a Venezia non trovava più nessuno che volesse giocare con lui: e mentre è stato a casa mia, la mattina appena si levava, e prima di mangiare , e dopo aver mangiato si metteva a giocare da se stesso quando non aveva compagnia. E io non gli ho mai visto né breviario e neppure dire l’ufficio, se non solo giocare a scacchi”

 Interrogatorio di prè Bartolomeo de Fabri, di anni 30:

“interrogato se sa che detto prè Lorenzo abbia problemi che gli derivano da suoi vizi risponde : detto prè Lorenzo è infamato come giocatore e come sodomita. E io l’ho trovato più volte a giocare a scacchi. Dell’altro vizio è infamato presso quelli di Mussolente ma io non so niente di mio. Ho sentito dire che teneva scuola nel padovano ad un suo beneficio del quale non so il titolo e che egli abusò di uno di quei ragazzi che andavano a scuola ….”

 Interrogatorio di Simon Sandi di Belluno, di anni 53:

“interrogato risponde : in casa di questo magistro Zanandrea alloggiavano anche altri, tra i quali ho visto un Conte da Porcia, il nome del quale non saprei dire, e anche un prete da Mussolente del quale non ricordo il nome ma so che è giocatore di scacchi. E giocava a scacchi da solo e alle volte con il padrone di casa. Interrogato risponde : il nome del detto prete non me lo ricordo ma è di età sui 50 anni circa per quanto mi sembra ed è di statura media”

 Interrogatorio di Battista dei Favri, di anni 47

Interrogato in merito al 3° capitolo confermò tutto quello che vi è contenuto e aggiunse di sua volontà :” andai una volta a casa sua per trovare prè Bartolomeo mio fratello ; e trovai il detto prè Lorenzo solo che giocava a scacchi da sé e teneva un libro in mano. Subito quando mi vide lo nascose sotto il sedere e non lo potei vedere. La scorsa Quaresima poi ragionando con Zampiero Marchesan mentre veniva ai suoi campi ai Casoni, mi disse di aver visto un libro in mano a detto prè Lorenzo il quale aprendolo faceva correre quegli scacchi senza toccarli a suo modo”. Aggiunse ancora “E io penso di lui ogni male e che giochi solo con arte diabolica. Perché guadagna sempre e si è arricchito con questo gioco come ognuno vi può testimoniare. E ho sentito con le mie orecchie dire che nessuno lo può battere in quel gioco se lui non lo vuole”.

 Interrogatorio di Ioannis Gratioli ,sposato con la sorella di prete Giovanni Regoggia,di anni 50.

Interrogato se conosce prè Lorenzo Busnardo da Mussolente risponde “ lo conosco da 6 o 7 anni dato che prima non ero troppo spesso qui e per il fatto che quello è andato vagabondo per il mondo non l’avevo conosciuto” (…) In merito al 3° confermò quanto vi era contenuto ma in quanto lo sentiva dire come pubblica voce.

 Interrogatorio di pre Battista Frassolongo di oltre 70 anni.

Interrogato sul 3° capitolo disse “ io so per certo che va per il mondo giocando a scacchi, gioca molto bene (per quanto si dice, dato che non so giocare) e porta a casa molto denaro. Così tanto che ha fabbricato e comperato terreni. Si dice in effetti che usa arte diabolica nel giocare perché vince sempre ed è fortunato nel gioco. Questo si dice comunemente nel villaggio” Richieste altre informazioni in merito al 3° capitolo disse di non sapere altro.

 Il  fascicolo del processo termina con la registrazione della lettera ricevuta a Belluno in data 30 giugno 1582 con cui il Supremo Tribunale del Santo Offitio di Roma con data del 6 aprile 1582 rimetteva in completa libertà e scagionava del tutto pre Lorenzo Busnardo. Il tutto a nome di cardinali del calibro di Io.Francesco de Gambara e il famoso Giulio Antonio Santoro di Santa Severina. Il quale pre Lorenzo ritorna a Mussolente come pievano con il beneficio di papa Gregorio XIII e l’indulgenza plenaria lucrabile per 10 anni  per la chiesa di Mussolente e quella del suo paese natale di Casoni (….) pre Regoggia, suo accusatore e precedente pievano risulta deceduto.
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Autore: storiadentrolamemoria

Insegnante, ricercatore d'archivio, da oltre 25 anni impegnato nella pubblicazione di volumi e saggi inerenti storie di paesi, fenomeni, persone e cognomi. Collaboratore di quanti intendono scambiare dati e informazioni sulla storia del Veneto e oltre.

2 thoughts on “Busnardo prè Lorenzo: la scoperta del campione di scacchi del ‘500

  1. Mi fa molto piacere vedere la pubblicazione delle anticipazioni relative alla ricerca in oggetto da parte dell’amico Stefano. Spero possa seguire a breve la pubblicazione del testo in cartaceo. Marco Ferrero

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