Storia Dentro la Memoria

Ristretto della dottrina agraria di G. Beltrame e G. B. Pasinato (3^ parte)

Lascia un commento

Capo III

Dell’alterna (interzata) coltivazione delle terre

Vi sono molto obbligato per la premura, che mostrate di secondare i miei desiderj, e di soccorrere ai miei bisogni: dite pure, che vi ascolto con grandissimo piacere.

Il maggiore vantaggio, che si possa ricavare dalla naturale, o artifiziale fertilità de’ terreni procede massimamente dall’alterna coltivazione di quelli; il che si fa sostituendo con certa determinata serie l’uno all’altro prodotto, e variando la seminagione di que’ grani, che sono più confacenti all’indole del terreno a produrre per molti anni successivi la medesima spezie di grano, credetemi, è un forzarlo a dare quello, che non può, e s’egli non corrisponde alle vostre fatiche con abbondante prodotto, la colpa non è sua, ma vostra.

Lo vorrei, che mi dichiaraste la ragione di ciò, che voi dite.

La ragione di ciò è questa: ciascun grano si pasce, e si nutre di certa specie di sali, e di ogli, conveniente alla propria indole, e temperamento, e questi li succhia fra le varie spezie di sali cd ogli, di cui è impregnata la terra. Nel caso dunque, che venga reiterata per più unni, come si fa, la seminagione dello stesso grano nel medesimo campo, voi ben vedete, che assai tenue nutrimento potrà dargli un fondo, che n’è stato replicatamente smunto ed esaurito, laonde non è da fare le meraviglie, se posti anco i convenienti lavori della terra, il grano tuttavia non vegeta, né prospera felicemente a cagione dello scarso nutrimento, ch’egli ritrae dal campo già spossato, ed isterilito per le antecedenti produzioni. Il solo caso di una estraordinaria concimazione, che si desse al campo, potrebbe dare il compenso opportuno al sofferto dispendio. Ma questo ripiego non da suggerire a chi soffre penuria di concime.

Con qual metodo adunque si vorrebbe ordinare quest’alterna coltivazione dei terreni?

Non si può determinare uno stesso metodo per ogni terreno; perciocché essendo varia la natura de’ terreni, conviene altresì, che varii la maniera di coltivarli. E sic­come non in ogni terreno prospera ogni grano, così l’esperienza vi farà conoscere, quale spezie di grano convenga al vostro terreno: quindi potrete stabilire un certo determinato giro d’anni a compiere la ben ordinata, e vantaggiosa sostituzione di que’ grani, che meglio vi allignano.

Di grazia indicatemi quel metodo, che vi sembra il più conveniente ai nostri terreni?

Il metodo insegnato dal celebre Camillo Tarello fino al 1566; cd esperimentato utilissimo in molte parli d’Italia, ed anco in Paesi oltre monti, ed oltre mari, si è quello, ch’io vi propongo; e per l’esecuzione di esso è necessario di venire a quello scompartimento agrario, che vi ho accennato altrove. Supponiamo dunque, che l’estensione del vostro terreno sia di campi arativi n. 40: questo dovrà partirsi in cinque parti a un di presso eguali di campi 8, ciascuna delle quali avrà a portare an­nualmente vario prodotto coll’ordine qui sotto espresso nel corso di cinque anni, dopo i quali ricomincia il medesimo giro di coltura, che segue poi perpetuamente. La porzione de’ primi otto campi, che si suppone avere portato sorgoturco, prima del gelo si ari profondamente, e con buon letame si prepari in primavera alla semi­nagione della fava, o d’altro legume di primavera. Fatta la raccolta, sia arata, ed erpicata (grappata), e vi si seminino dci Lupini (fava luina), i quali cresciuti insieme con la fava dispersa nella mietitura somministreranno un ottimo Ingrasso al frmento, che dee succedere. Quando i Lupini, e le fave saranno ben cresciuti, ed in fiore si taglino e si sotterrino arando, ed erpicando. Venuto il tempo opportuno di seminare il frumento, si dovrà nuovamente arare, ed erpicare. Fatta la raccolta del frumento del primo an­no; nel secondo anno si semineranno i Lupini, e si sotterreranno tostocché saranno in fiore. E collo stesso metodo sopra indicato si farà la seminagione del frumento di secondo anno. Nella seguente primavera agli ultimi di Febbraio, o ai primi di Marzo si spargerà sopra il Frumento semenza di Trifoglio in stagione non troppo secca, né troppo piovosa, ma bastantemente umida, onde possa facilmente germo­gliare, e nascere, Maturato che sarà detto Frumento nel terzo anno si taglierà tanto alto da terra, che vi resti buona stoppia la quale si segherà alla fine di Luglio, e somministrerà un buon Foraggio (buona pastura) mediante il Trifoglio frammischiato. Il Trifoglio, che vi rigermoglierà, si segherà poi in Settembre, e se ne avrà ottimo fieno. Vi rinascerà il Trifoglio, e questo si può far pascolare ai bestiami, mortificato che sia da alquante brine, affinché non via loro di nocumento, ed in tempo asciutto, perché da quelli non sua danneggiato. Nel quarto anno si avranno tre, o quattro se­gature di Trifoglio, e forse anco più, secondo l’ubertà del terreno, e la qualità della stagione, e si avrà anche un buon pascolo dopo alquante brine. Dopo pascolato il Trifoglio si arerà tosto profondamente la terra, e si erpicherà (si grapperà). Nel vcr­no si caveranno e rimoderneranno i fossi, e le capezzagne, e la terra si trasporterà a tempo opportuno sovra la medesima porzione del terreno. Alla primavera del quinto anno a tempo opportuno vi si seminerà il sorgoturco, e vi si faranno i convenienti lavori con l’avvertenza di accumularvi attorno nel rincalzarlo (nel zapparlo) quanto più terra si potrà, onde possa ricevere dal terreno un abbondante nutrimento per le moltiplicate radici, e possa difendersi dalla siccità; a riparo della quale è ottimo ripiego il rincalzarlo una seconda volta. Fatta la ricolta del sorgo, e delle sue canne, e pascolata l’erba, devesi arare la stessa terra profondamente avanti i geli del­l’inverno, onde si disciolga, e s’impregni degli elementi nutritivi dell’aria. Nel sesto anno venuto il tempo di seminare la fava, od altro legume di primavera, si praticherà quanto abbiam detto doversi fare nel primo anno. Ed eccovi nel periodo di cin­que anni compiuto il metodo sperimentato utilissimo della coltivazione Tarelliana; il quale se applicherete successivamente alle altre quattro porzioni di terra con lo stesso ordine, e succession di prodotti in capo a cinque anni avrete tutto il vostro terreno lavorato secondo il metodo Tarelliano.

Le abitazioni di oltre il 95% della popolazione rurale fino agli esordi del Novecento. Questo casone di paglia si trovava fino agli anni Trenta del XX° secolo a S. martino di Lupari, nella zona di Via dei Laghi.

Le abitazioni di oltre il 95% della popolazione rurale fino agli esordi del Novecento. Questo casone di paglia si trovava fino agli anni Trenta del XX° secolo a S. Martino di Lupari, nella zona di Via dei Laghi di Campretto.

A me pare, che il mio terreno lavorato con tal metodo non mi possa mai dare né la quantità del Frumento, che annualmente debbo pagare al Padrone, né la raccolta del sorgo, ch’io consumo in Famiglia. Questo metodo è più vantaggioso agli anima­li, che ai Contadini. Essi impingueranno, e noi morremo di fame.

Se non vi fossero replicate esperienze di terreni lavorati con tal metodo, e divenuti fecondi di doppia e tripla raccolta di grano io non mi sarei arrischiato a proporvelo, e laudarvelo. Ma tenete per certo, che un tal metodo è appoggiato a quella prima, e massima legge di buona agricoltura, che per avere copiosa ricolta, bisogna arar molto, e seminar poco; alla quale opponendosi direttamente la pratica comune tra noi, non mi reca stupore la vostra diffidenza. Fatene la prova sulla mia parola, e non avrete a pentirvi.

Da questo piano di coltivazione sono esclusi i Cinquantini, ossia i Sarafini, i Migli, le Rape, e tutti gli altri generi di secondo prodotto, i quali assai volte pareggiano la prima raccolta, e sono il più valido sussidio al mantenimento alla Famiglia. Co­me potrei io supplire ai miei bisogni senza questi?

Posto, che i campi coltivati secondo il metodo sovraccennato diano raddoppiati almeno i prodotti, com’è comprovato dalla sperienza; voi in tal caso non avrete bisogno del sussidio de’ secondi frutti, i quali sono sempre con discapito della prima raccolta, a cagione dello sforzamento, che si fa alla terra, obbligandola a dare due frutti; oltre di che spesso avviene, che questi secondi frutti non vengano a perfetta maturità: ed in grazia di un secondario prodotto, ch’è molto incerto, si dimezza la principale raccolta. Ma per non privarvi di questi generi, che possono essere opportunissimi ai bisogni della Vostra Famiglia, fate così! Destinate una porzione di terre­no ai grani secondarj, ma non maggiore di quella, che possiate concimare prima della loro semina; e in poco terreno avrete quella raccolta, che non fate ordinaria­mente nel molto esteso terreno, da voi seminato a grano secondario senza concimarlo. Così con risparmio di fatica, e con minor discapito del terreno, supplirete ai vostri bisogni. Ma nei campi vignati io vorrei, che prendeste un altro partito, ed è quello di non seminare mai grani a spica, o erbaggi ad uso di foraggio (di pastura) in vicinanza delle viti, perché sì gli uni come gli altri sotto nocivi ed alla conserva­zione delle uve. Tre cole (tre vanezze) dunque da ciascuna parte lungo le viti siano lasciate libere dai grani a spica, e dagli erbaggi, ed a questi sostituite in tempo opportuno la semina di que’ generi secondarii che più vi aggradano. Il lavoro della terra, che voi farete in primavera per preparare il terreno alla semina del Cinquanti­no, delle Rape, o d’altro i lavori, che voi farete in estate avanzata per la coltura necessaria a simili prodotti, gioveranno sommamente alla prosperità delle viti, e del­la vendemmia, e vi daranno in copia i frutti da voi desiderati.

Lo preveggo, che il foraggio sarà sovrabbondante al numero de’ miei animali, bastando per me il fieno de’ miei prati, cd i Sorgali. Qual uso sarebbe il migliore da farsi di questi foraggi?

Prima che vi risponda, dimando io a voi, quanti animali nodrite, e da quanti Campi di prato naturale raccogliere il fieno?

Non più che dieci Campi di prato sono presi a fitto da me, ed a carissimo prezzo. ­Nè più che sei sono gli animali da lavoro, e due vacche, di cui mi vaglio ne’ lavori il meno che posso. Non vi sembrano essi sufficienti ai miei bisogni?

Il numero de’ vostri animali non può essere sufficiente ai lavori del vostro terreno, non alla quantità dei concimi che sono necessarii, non al vostro vero interesse. Per l’estensione di 40 campi arativi si richiedono 8 animali almeno da lavoro, e que­sti dì diversa età dai 9 ai tre anni; più due vitelli dell’età circa di due anni, e due vacche lattanti i loro vitelli. Con questo numero di animali voi farete in esso di ben lavorare, e di ben concimare il vostro terreno, e farete in grado di accrescere più che non v’immaginate la raccolta de’ grani, e per supplire ai vostri obblighi verso il Padrone, e per soddisfare ai bisogni della vostra Famiglia. Di più, con i Foraggi de’ prati artifiziali, e naturali avrete il bisogno, onde ingrassare ogni anno i due Buoi più vecchi, sostituendovi quelli, che nodrite annualmente, come sé detto. Che bel sussidio ai bisogni della vostra Famiglia col soldo, che ricaverete ogni anno dalla vendita di due Buoi bene ingrassati? che gran benefizio farete voi a tutta questa Provincia, la quale per provvedere i Buoi da macello, manda fuori di Paese ogni anno la somma di quasi cento mila ducati? Restando fra noi questa somma consi­derabile di danaro, e circolando nella Provincia, ancora voi ne sentirete il vantaggio.

Di grazia istruitemi un po’ più diffusamente sopra la coltura de’ prati sì naturali, come artifiziali; che ben veggo dover essere il mio interesse accrescendo i Foraggi, onde poter mantenere buon numero di animali?
Contatore siti

Annunci

Autore: storiadentrolamemoria

Insegnante, ricercatore d'archivio, da oltre 25 anni impegnato nella pubblicazione di volumi e saggi inerenti storie di paesi, fenomeni, persone e cognomi. Collaboratore di quanti intendono scambiare dati e informazioni sulla storia del Veneto e oltre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...