Storia Dentro la Memoria

Cognomi Z

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 Zacchia: Il cognome ha alla base il nome proprio Giacomo.

Zago: questo cognome ha alla base il soprannome e appellativo “Zago”, formato dal nome regionale veneto-tridentino “zago” che significa “diacono, sacrestano, chierichetto”. Oltre a questi significati, in alcune zone il termine zago ha anche il significato figurato di semplicione. All’inizio del ‘700 il cognome è presente nella vicina area comitense, nella contrada dei Casoni Nuovi, dove avevano il soprannome identico al cognome. Oggi gli Zago di S. Giorgio in Bosco si suddividono in Campanaro e Iègo. I Zago di Villa del Conte nel Settecento portavano come soprannome l’omonimo “Zago” ed erano andati a risiedere nella contrada dei Casoni Nuovi.

Zagolin: per l’etimologia cfr. la voce Zago, della quale è il diminutivo.

Zambello: alla base di questo cognome troviamo il nome “Zuanne”, che è l’ipocoristico sincopato di Giovanni, che deriva a sua volta dal personale d’origine ebraica “Ieho-hanan” che vuol dire “Jahweh é benefico”, e l’aggettivo qualificativo bello, indicante una delle caratteristiche fisiche di una persona con tale nome. Il cognome è documentato in area sangiorgese sin dalla prima metà del Seicento a Sant’Anna Morosina. Ad Abbazia Pisani nel 1686 Domenico Zambello del fu Battista, il quale dichiara “tengo alla parte campi trenta con teza di paglia di ragione dell’abbazia.”

Zambianca/o: anche questo cognome come per Zambello, ha alla base il nome diffuso nel Veneto “Zuanne” che è l’ipocoristico sincopato di Giovanni e dell’aggettivo qualificativo bianco indicante una delle caratteristiche fisiche (come il colore dei cappelli) di una persona con tale nome. Ad Abbazia Pisani nel 1686 la vedova Menega Zambianca dichiara di vivere “in affitto in casa con Iseppo Barco di ragione della nob. h. Dolfin.”

Zambon: analogamente al caso precedente, alla base di questo cognome troviamo il nome “Zuanne” e l’aggettivo qualificativo buono, che indica la caratteristica di una persona con tale nome. Il cognome è documentato sin dalla prima metà del Seicento a Sant’Anna Morosina e oggi è contraddistinto dal soprannome Tajalargo. E’ da supporre, però, che possa avere delle analogie parentali con il ceppo censito a Villa del Conte all’inizio del ‘700, “alla risara verso Busiago presso i Casoni Nuovi”, che aveva per soprannome Tajafango.

Zaminato-Daminato: alla base del cognome ritroviamo la forma in -ato di Damin. che a sua volta risulta essere l’aferesi di Adamo. Il personale Adamo secondo la Genesi è il primo uomo creato da Dio ed è un nome diffuso e frequenti sin dal Medioevo. Il nome Adamo risale all’ebraico “Adam” tradizionalmente interpretato come “uomo, essere umano e terrestre” che è quindi ricollegato con l’ebraico “adama” che significa “terra, suolo”. Non è chiaro quale dei due cognomi sia la modificazione dell’altro (prima Adamo o Zuanne). I Zaminato,  detti anche Daminato, erano oriundi di Onara di Tombolo (PD) all’inizio del ‘700 si erano trasferiti a Villa del Conte nella contrada “Palazzi”, nelle immediate vicinanze della località Sega. Ad Abbazia Pisani si trasferirono verso il 1907 con i figli di Catterino e Ferraro Maria provenendo dal ceppo di Villa del Conte.  

Zampieri: è un cognome che ha alla base i nomi propri “Zanne”, ipocoristico sincopato di Giovanni, e Piero, ipocoristico sincopato, di Pietro.

Zanarella: il cognome ha alla base il diminutivo del nome “Zanne”, ipocoristico sincopato di Giovanni.

Zanato: per l’etimologia cfr. la voce Zanarella.

Zambuso/i: All’origine di tale forma cognominale c’é il nome personale alterato di origine ebraica Giovanni che significa Dio ha avuto misericordia. Quest’antica e prestigiosa famiglia di S. Martino di Lupari, Tombolo, Cittadella e Castelfranco Veneto, nel ‘400 è documentata pure con le forme Buxo o Buso, pur trattandosi di fatto della medesima famiglia, per la tendenza diffusa nel passato nella lingua parlata, e di riflesso anche in quella scritta, a troncare ed abbreviare i termini. Il primo personaggio di un certo rilievo sociale fu Guglielmo Buxo che nel 1492 era stato massaro della chiesa pievana luparense e l’anno successivo concorreva con un prestito di 62 lire per l’erigendo Monte di Pietà di Castelfranco riuscendo ad entrare nel numero dei quattro Conservatori. L’anno successivo è presente con possedimenti nel capoluogo luparense Zanin de zambuxo, e il già menzionato Guglielmo, in questa occasione con la forma cognominale “de zuambuso”. Nel secolo successivo i Zambuso, documentati indistintamente anche con le forme Lambuso, Giambuso, Jambuso e Iambuso, sono già suddivisi in più nuclei familiari disseminati in tutto il territorio luparense compreso Campretto. Vari notai del collegio di Castelfranco e Cittadella appartenenti a questa famiglia rogarono già nel ‘600.

Zanchin/i: L’origine del cognome deriva dal termine veneto “zanco” che significa mancino. I progenitori di questo ceppo familiare, disseminato in vari paesi dell’Alta Padovana, partirono con il cognome Canchin, da Campretto di S. Martino di Lupari, all’inizio del Cinquecento. Sul finire del Cinquecento i Canchin – Zanchin si erano trasferiti nelle località di Fratte e Rio Bianco per soddisfare le pretese dei loro padroni: i nobili Cappello e Soranzo. All’inizio dell’Ottocento da Fratte partono ceppi familiari con questo cognome che si disperdono in vari paesi dell’Alta, specie a Villa del Conte (1814) ed Abbazia Pisani (1830), dove si trovano ancor oggi. In seguito, dopo la metà del Novecento, sono giunte ad Abbazia Pisani altre famiglie con lo stesso cognome, provenendo per lo più dal comune di S. Giustina in Colle. I Zanchin di Borghetto giunsero da Abbazia Pisani nel 1940. Per quanto riguarda il significato del cognome, occorre rifarsi al termine dialettale vneto “Sanco” o “Zanco”, ossia mancino, con evidente riferimento a questa caratteristica fisica presente in uno dei capostipiti della famiglia. Su questo ceppo oriundo da Campretto e poi trasferitosi a Fratte di S. Giustina in Colle ho avuto modo di condurre un’accurata ricerca archivistica e genealogica negli anni Novanta. Alla stessa progenie appartengono tutti gli Zanchin disseminati fra Villa del Conte e Camposampiero (PD). La presenza di un Battista Zanchin o Canchin a Campretto di S. Martino di Lupari nel 1548 é giustificata dal fatto che i membri di questo ceppo erano spesso costretti a spostare la loro dimora perché, essendo al servizio di varie famiglie del patriziato veneziano in qualità di massarioti e bovari delle stalle, dovevano seguire gli interessi delle aziende agricole dei loro padroni che erano sparse in vari paesi.

Zandarin: alla base di questo cognome troviamo il nome “Zuanne”.  Tre sono i gruppi familiari presenti a Villa del Conte nel 1686: – Paulo del fu Zuanne, che lavora in affitto tanti piccoli appezzamenti formati da un quartiero di campo con un casone di paglia di proprietà  del signor Rinaldo Scapin;  un campo di ragione del nobile Morosini Girolamo; un campo del signor Paulo Mosti dottor da Padova; otto campi del Signor Gasparo Baradello e uno di Zuanne Bellanzato. Infine, dichiara di tenere “… in socida una manza di ragione della Signora Perina Scapina da Venetia et à suo tempo dividemo li frutti, et un altra manza che tengo in stima di Zuanne Bertolato, et a suo tempo dividemo li frutti” e lavora di sua proprietà un campo; – Valentin del fu Bernardo, il quale dichiara di avere in affitto “un pochetto di T(erra) Hortale senza piante con cason di paglia di ragione del N.H.Sr Girolamo Morosini”; – Infine, la vedova Maria, affittuaria di un quarto e mezzo di campo con una casa di paglia di ragione del nobile Giacomo Camposampiero.

Zanderin: alla base di questo cognome troviamo il nome Zuanne. Si tratta di uno dei cognomi più longevi presenti nel territorio di Villa del Conte, essendo documentato fin dal 1567 con la forma Zandarinus. Nel 1575 s’incontra nuovamente, ma per trovare il primo soprannome occorre attendere il 1745, con l’aggiunta stabile dell’epiteto Nello. Lo stesso soprannome si ritrova negli stessi anni a Villa del Conte e Abbazia Pisani ed è verosimile che si tratti dello stesso ceppo documentato nella seconda metà del ‘600 anche a Sant’Anna Morosina, che da origine al cognome Zanzerin.

Zanella: cognome derivato in “- ella” dal nome  veneto “Zuane-Zane” (Giovanni) che deriva a sua volta dal personale di origine ebraica “Ieho-hanan” che vuol dire “Jahweh é benefico”. I Zanella di Borghetto giunsero nel 1899 da Giavenale di Schio (VI) con Giuseppe. Acquistarono l’antica residenza a ridosso del mulino che allora era in proprietà dei conti Giusti-Vigodarzere e 37 campi di terra grazie alla mediazione del curato di Abbazia Pisani. Furono attratti in questo territorio dall’ambiente naturale particolarmente lussureggiante e ricco di acqua che contrastava notevolmente con la zona di partenza di Schio.

Zanellato: Il significato del cognome fa riferimento al nome personale Zuanne, ossia Giovanni. I Zanellato di Abbazia Pisani (PD) negli anni Quaranta del XX secolo provenendo da Abano Terme e si stanziò lungo l’attuale Via Pelosa in seguito all’acquisto di un podere agricolo situato in una zona particolarmente umida.

Zanetti: deriva dal diminutivo del nome veneto antico “Zuane” (Giovanni).  Nel 1686 a Villa del Conte è documentato Matteo, possidente di otto campi arativi e di un appezzamento di terreno coltivato a prato con una casa di muro e una “teza” di paglia.

Zanfardin: ha alla base il diminutivo del nome “Zanne”, ipocoristico sincopato di Giovanni.

Zanin/i: il cognome che ha alla base il diminutivo del nome “Zanne”, ipocoristico sincopato di Giovanni. Nella forma Zanin è un tipico cognome del comune di S. Giorgio in Bosco e in particolare di Sant’Anna Morosina, dov’è documentato almeno dal 1615 con diversi beni immobili anche nel capoluogo. Uno studio genealogico degli anni Settanta li vorrebbe derivati e discendenti dai Ceconato di Cittadella.

Zaniolo: anche il cognome Zaniolo non fa eccezione alla regola dei nomi derivati da “Zuane-Zane” ed é molto diffuso nelle Tre Venezie.A Borghetto questa forma onomastica é presente fin dal primo Novecento.

Zanon: questa forma onomastica deriva dal diminutivo del nome “Zanne”, ipocoristico sincopato di Giovanni. Questa forma cognominale, oggi assai diffusa in tutto il comprensorio cittadellese, era presente nel 1409 a Campretto con Berto Zuanon e altri eredi della stessa schiatta. Lo stesso Berto era anche vassallo del monastero di S. Croce di Campese lavorando a Campretto sette appezzamenti di terreno di varia natura per i quali versava un canone annuo di 6 lire, 10 soldi e 2 soldi piccoli, al quale andava aggiunto l’onoranza di un paio di galline. A S. Giorgio in Bosco il cognome è documentato a Sant’Anna Morosina fin dal primo ‘600, mentre il ramo di Lobia (Munaretto) è censito dal ‘700. Il ceppo di Lobia è direttamente connesso alla presenza d’alcune famiglie nobili che avevano forti interessi nella zona, Grifalconi e Gagliardi in particolare, non a caso la casa madre del ceppo è rappresentata dall’antico Palazzo Gagliardi, situato sul lato orientale della casa canonica, che pervenne agli Zanon all’inizio del XX secolo tramite i Garagnini, grazie a Marco, che aveva ereditato gran parte del patrimonio familiare dei Gagliardi sposando “Marchetta” Gagliardi, dopo che la sorella Francesca era deceduta senza coniugarsi. Attualmente il cognome si suddivide in due soprannomi: Munaretto e Barabao. A Villa del Conte nel 1686 si trova “Vallentin del fu Iseppo”, che dichiara all’estimo: “tengo ad affitto campi setanta cinque A.P.V. con casa di muro di ragione del nob H Sr. Benetto Dolfin”.

Zantomasi: è un cognome che ha alla base i nomi “Zanne”, ipocoristico sincopato di Giovanni, e “Tomaso”, ipocoristico sincopato di Tommaso. 

Zanzerin: alla base ritroviamo il veneto “Zanzerin”, che significa piccola quantità di una cosa, pezzetto, con una componente linguistica d’origine onomatopeica, da un suono espressivo “Zanz” come lo è “Zin” dell’italiano “zinzino”, in altre parole pezzettino. Il soprannome Neo, molto simile al Nello degli Zanderin, evidenzia una probabile origine comune dei due cognomi, supportata dalla consuetudine della parlata veneta a sostituire la Z con la D.

Zara: è un cognome abbastanza diffuso nell’Italia prevalentemente Nord-Est con più alta frequenza a Venezia e Trieste. Il cognome è formato dal nome italiano Zara della città della Dalmazia in Iugoslavia (in croato Zadar). I Zara costituivano una delle principali famiglie borghesi comitensi. Nell’Ottocento raggiungeranno l’apice con Paolo Zara che diventerà proprietario della Villa Tommasini e di quella Dolfin. Nel Settecento ritroviamo la famiglia Zara stanziata in contrada del Borgo della Villa (centro del paese).

Zaramella: è un cognome abbastanza diffuso in Italia, prevalentemente Nord-Est, e con più alta frequenza a Venezia e Trieste. Il cognome è formato dal toponimo dalmata Zara (in croato Zadar). I Zaramella di S. Giorgio in Bosco sono contraddistinti da due diversi soprannomi: Iego e Piaréto.

Zardo/i: ceppo familiare documentato con vari personaggi fin dall’inizio del Seicento nel territorio di S. Martino di Lupari. Questa frequente forma cognominale sembra essere un’alterazione del soprannome, tipico delle Venezie, Rizardo che deriva dal nome personale Riccardo con il significato di forte, audace, valoroso. Sembra che gli Zardo provengano dalla zona di Crespano, ma non ci sarebbe da stupirsi se quelli luparensi fossero una diramazione dell’antica famiglia dei Rizzardo/i che sono documentati fin dal 1487.

Zecchin: forma onomastica derivata dal veneto “Cècco”, che è l’abbreviazione familiare, affettiva e vezzeggiativa, di Francesco. Il cognome è presente nel Cittadellese almeno dal primo ‘600, ma come ogni probabilità ha origine a Galliera Veneta, dove da tempo s’incontra con prevalenza la forma Cecchin, ossia piccolo Francesco. Gli Zecchin di S. Giorgio in Bosco portano il soprannome Péndoea.

Zecchinat: per l’origine onomastica cfr. la voce Zecchin, della quale è una variante accrescitiva.

Zenaro: è un cognome abbastanza diffuso nelle Venezie, con altissima frequenza nella forma “Zennaro” (specialmente a Venezia). Il cognome è il corrispondente di “gennaio” o “Gennaro” in quest’area dove alla “g” spesso corrisponde la zeta. A Villa del Conte nel 1686 Zamaria è proprietario di un campo e di una casa di paglia in cui vive, lavorando in affitto un altro campo di ragione del nobile  Girolamo Morosini.

Zilio: è un cognome piuttosto diffuso nel Bassanese, e con ogni probabilità deriva dal nome medioevale Gilio, che significa giglio. Il cognome compare per la prima volta in territorio sangiorgese nella località di Sant’Anna Morosina fin dalla seconda metà del ‘600.

Zin: il cognome ha alla base l’ipocoristico aferetico Zin, che è il diminutivo vezzeggiativo di nomi terminanti in –zin, come Lorenzin, Vincenzin, Renzin, etc. Il cognome è presente da vecchia data a Sant’Anna Morosina e in territorio di Villa del Conte dove, all’inizio del ‘700, risiedevano nella contrada dei Casoni Nuovi. A S. Giorgio in Bosco gli Zin sono noti con la “menda” Fabòeo.

Zirbi: cognome derivato dalla latinizzazione degli epiteti medici medioevali. “Zirbus” era usato nel significato estensivo di pancia e ventre.

Zoccarato: il cognome ha alla base soprannomi diversi, formati dal veneto “zoco” (ciocco, ceppo di albero) e in senso figurato, specialmente nel Veneto, veniva impiegato per indicare persone dure, testarde, intransigenti. Due sono i nuclei familiari storici che portano questo cognome a Borghetto (PD): il primo giunse da Campodarsego agli inizi degli anni Trenta. Il secondo si trasferì da S. Giustina in Colle nel secondo dopoguerra.

Zonta: mi pare doveroso iniziare con una premessa. Purtroppo proliferano nella rete numerosi siti araldici e non che fanno risalire questo cognome a presunte origini nobili toscane, nelle forme Giunta, Giunti, Zonta, Zontis etc. Niente di più falso! Gli Zonta diffusi nel bassanese, nel vicentino, nella castellana e nel cittadellese, infatti, come testimoniano i documenti d’archivio personalmente compulsati in questi anni presso l’archivio di Stato di Vicenza, hanno come capostipite Bartolomeo Zonta o Zontha vissuto nella seconda metà del Trecento a Schiavon (VI). I suoi figli si trasferirono a Bassano nella prima metà del ‘400 dando origine a una moltitudine di famiglie stanziate a Bassano e nella limitrofa località Villa di Bassano. Da un ramo della famiglia che perpetuava il nome del capostipite Bartolomeo detto Mio, nel corso del Settecento derivarono i Miotto detto Zonta che si diffusero fra il Cittadellese e Castelfranco, dove si trovano tutt’ora i discendenti. Le varie forme del cognome, in ogni caso, sono augurali e significano: ben sposato (boniunctus), buon arrivo o buona aggiunta, (bonazunta o buonazonta) negli ultimi due casi riferito a un figlio atteso e desiderato. Meno probabile, ma possibile, è il riferimento all’adozione di un bimbo aggiunto alla famiglia d’origine. Del tutto insignificante rispetto all’origine del cognome è invece il termine veneziano Zonta, usato col significato di deliberazione pubblica.
Sto realizzando una pubblicazione storico genealogica a riguardo. Nel frattempo metto in guardia tutti gli internauti interessati alle origini del cognome Zonta perché non si lascino attirare dalle sirene di chi scrive la storia senza aver mai messo piede in un archivio.

Zorzeto/tto: anche questo è il diminutivo del cognome derivato dal nome proprio Giorgio. A Villa del Conte nel 1686 sono documentati i seguenti Zorzeto: – Girolamo del fu Domenico, in qualità di affittuario di due campi e tre quarti di terra adibita ad orto con casa di muro di proprietà del Vescovo Lion di Ceneda, e di un piccolo casone di paglia di proprietà del signor Bortolo Magrin; – Pietro del fu Domenico, in qualità di affittuario di 35 campi e una casa di muro di ragione  del nobile Marcantonio Bembo. I Zorzetto sono presenti a Sant’Anna Morosina fin dalla prima metà del ‘600.

Zorzi: è un cognome derivato dal nome proprio Giorgio, adattamento del tardo greco Gheo’rghios che significa agricoltore. Il nome si diffuse in tutta la cristianità occidentale e orientale per il culto e il prestigio di San Giorgio, vincitore del drago, martirizzato alla fine del III secolo, patrono di molte città e paesi italiani. Tanto la forma singolare (più antica), che quella plurale, il cognome è uno dei più antichi dell’area compresa fra Cittadella e Castelfranco V. A Sant’Anna Morosina è censito già nel ‘500 e con più diffusione nel primo ‘600. Lo stesso nella contea del Restello prossima ad Abbazia Pisani ee nell’area luparense, dove s’incontrano le variabili “Zorzijs, De Georgij, Georgis, ecc”. La rapida diffusione di questi cognomi, con netta prevalenza della forma terminante in –i, a S. Giorgio in Bosco ha dato origine in questo comune alle seguenti suddivisioni familiari: Vinio, Gambacurta e Sucàra. A Campretto di S. Martino di Lupari gli Zorzi sono documentati a partire dal primo Settecento con le famiglia di  Zamaria e di Giovanni Zorzi, anche se tale forma onomastica risulta essere presente in paese dal secolo precedente. I Zorzi di Borghetto (PD), invece, provengono da S. Giustina in Colle da dove giunsero nel 1936.

Zorzo: è un cognome derivato dal nome proprio Giorgio (con la variante veneta Zorze), che continua il personale latino di età imperiale “Georgius”. A di Villa del Conte nel 1686 s’incontrano: – Francesco del fu Pietro,  residente in località Restello e affittuario di ben 100 campi (di cui 30 a valle) con casa di muro e paglia del nobile Gasparo Soranzo (50 di questi campi sono sotto il comune di Onara); – Girolamo del fu Zuanne, che lavora in affitto 35 campi (di cui 5 tenuti a prato) con relativa casa di muro di proprietà del vescovo Lion. Ad Abbazia Pisani, questo cognome, con le varianti Zorzi, De Zorzis e Georgijs, è documentato fin dal 1610, anche se non è da dubitare sulla sua presenza più antica nel territorio, data la contemporaneità di più gruppi familiari che portano lo stesso cognome. La residenza nella località del Restello delle prime famiglie e l’antica presenza dei Zorzo-i ad Onara, fa propendere per una derivazione dei rami abatini da quella terra. A Borghetto i Zorzo sono documentati a partire dal XVIII secolo, mentre nel 1801 sono già presenti i due nuclei di Angelo e Antonio che portano il soprannome di Sandra. Sarà proprio grazie alla presenza degli Zorzo detti Sandra che la vasta località borghettana posta a sud di Campretto prenderà lo stesso nome.

Zuanon: anche questa forma cognominale, oggi assai diffusa in tutto il comprensorio cittadellese, era presente nel 1409 a Campretto con Berto Zuanon e altri eredi della stessa schiatta. Lo stesso Berto era anche vassallo del monastero di S. Croce di Campese lavorando a Campretto sette appezzamenti di terreno di varia natura per i quali versava un canone annuo di 6 lire, 10 soldi e 2 soldi piccoli, al quale andava aggiunto l’onoranza di un paio di galline. Il cognome é un derivato alterato del nome personale ebraico Giovanni che significa Dio ha avuto misericordia. Gli Zuanon di Borghetto provengono da S. Giustina in Colle da dove giunsero agli inizi degli anni Cinquanta.

Zuccolo: compaiono ad Abbazia Pisani (PD) nel 1901, provenendo da Velo D’Astico con la famiglia di Antonio e Cecilia Zuccolo.Similmente ai casi di altre famiglie trapiantate dalla zona montana, sul finire dell’Ottocento si assiste a un radicale fenomeno migratorio verso la pianura da parte di molti nuclei familiari dovuto alla difficile ripresa economica delle zone montuose. La forma onomastica deriva dal termine Zucca, in senso proprio o figurato di testa, ma non è da escludere l’incrocio con l’etimo Zocchi, che significa albero, tronco, ceppo.

Zuin: per l’origine etimologica cfr. le voci derivate da Zane e Zuanne. essendo Zuin il diminutivo del nome proprio “Zanne”, ipocoristico sincopato di Giovanni.

Zulian: deriva dal nome proprio Giuliano, con le modificazioni tipiche dell’area veneta, e significa lanuginoso. La forma in “Zu-” è veneta e diffusa con alta frequenza sopratutto nel Friuli Venezia Giulia. Il cognome Zulian, continua il “cognomen” latino “Iulianus” derivato da “Iulius”. E’ un tipico cognome documentato anche in area luparense agli inizi del Seicento, con pochi elementi che portano il soprannome di Pierobon, il che li farebbe forse derivare dall’area Cittadellese. A Sant’Anna Morosina il cognome è presente fin dal primo ‘600, ma ha per soprannome Bellato, mentre oggi gli Zulian sangiorgesi sono riconoscibili per l’epiteto Miceéto. Nel 1801 la famiglia di Francesco Zulian costituiva uno dei sette nuclei familiari esistenti a Borghetto luparense (PD). Negli estimi del 1686 di Villa del Conte (PD) sono documentati i seguenti nuclei familiari: – Francesco detto Carpin del fu Giacomo in qualità di possidente di un campo e un quarto con un piccolo casone di paglia in cui vive lavorando in affitto tre campi del nobile Girolamo Morosini. quattro di proprietà del nobile Dolfin. uno del Vescovo Lion e, infine, uno del nobile Mattio Sanudo; – Giacomo del fu Bastian,  affittuario di un campo e un quarto con un piccolo casone di paglia di ragione del nobile Sanudo; – Mattio del fu Bortolomio, anch’egli affittuale di un campo e un quartiero con relativo casone di paglia di ragione del nob Mattio Sanudo, e di un campo di proprietà del vicario parrocchiale di Villa del Conte.

Zurlo: alla base del cognome ritroviamo l’idioma veneto “zurlon”, che significa stravagante, eccentrico, particolare, derivando da “zurlo” che significa “trottola”.


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Autore: storiadentrolamemoria

Insegnante, ricercatore d'archivio, da oltre 25 anni impegnato nella pubblicazione di volumi e saggi inerenti storie di paesi, fenomeni, persone e cognomi. Collaboratore di quanti intendono scambiare dati e informazioni sulla storia del Veneto e oltre.

9 thoughts on “Cognomi Z

  1. Ho letto con curiosità la ricostruzione del cognome Zonta e ho appurato in rete e leggendo produzione storiografica su Bassano del Grappa che molte volte i dati riportati sembrano ricopiati l’uno sull’altro senza una vera ricerca d’archivio alle spalle. Spero che l’aggiornamento dei dati su questo cognome possa continuare su questo sito.

  2. Immagino che in tanti anni di ricerca abbia avuto modo di realizzare storie di famiglie e genealogie. E’ possibile sapere su quali cognomi si è cimentato?

  3. Zummo o Zumbo ;;anticamente anche Calabrese Zumbu ;dal greco abbiamo nel Palermitano o Zummo:Grosso Nodo di un Albero:Zummo.

  4. Un gran lavoro. Interessante e preciso.

  5. Buonasera.
    Avrei bisogno di una consulenza “pro bono”. Urgentemente 🙂
    Grazie e complimenti. Molto interessante.

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