Storia Dentro la Memoria

PASINATO G. B., Osservazione sul termometro Samartiniano

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Lettera
7 Luglio 1793
del Sig. Gio. Battista Rodella[1]
a Sua Ecc. N.N. di Padova
Osservazioni sopra il nuovo
Termometro ad indice San-Martiniano.
(Memorie per servire alla Storia Letteraria e Civile, Volume Secondo Luglio 1793 pag. 12-13)
 
            Come Vostra Eccellenza desiderava, ho costruito il Termometro San-Martiniano, nella cui esecuzione non provai difficoltà veruna, essendo il suo meccanismo copiato interamente dal Barometro del Sig. Hook, da me più volte fatto e rifatto. Ma come era ben facile ad immaginarsi, questo Termometro San-Martiniano, o piuttosto Hookiano manifestò in pratica quegli essenziali difetti che la riflessione aveva già preveduti: i più rimarcabili sono questi:
1. Quando pel calore il mercurio si dilata, il galleggiante pesando un po’ più, come deve, del contro-galleggiante, s’immerge nel mercurio stesso, e non è pronto a salire; e perciò il moto dell’indice mentre segna i gradi di caldo, è più lento che mentre retrocede verso il freddo.
2. La polvere, che è impossibile di allontanare affatto, fa col mercurio un non so che di amalgama nelle pareti del cilindro, onde il galleggiante soffre di grande sfregamento, per cui talvolta ne sta senza moto.
3. Questo Termometro non è portatile, e neppure movibile senza disordine, perché le oscillazioni del galleggiante cambiano totalmente il sito dell’indice, il quale poi non vi si rimette senza l’applicazione della mano, e senza prima aver consultato il semplice Termometro Reaumuriano per sapere il grado dell’attuale temperatura.
4. Per la copia del mercurio che il vaso contiene, nel trasporto è anche facile a spezzarsi.
5. E perché appunto contiene molto mercurio, questo Termometro non può essere sensibile come il Reaumuriano a tutte le momentanee variazioni di temperatura, per la ragione che il calore non si propaga colla stessa celerità dalla superficie al centro in massa grande, come in massa piccola.
6. La scala di questo Termometro, supposto di un piede il diametro della sua sfera, non può avere maggiore estensione di tre piedi, ed all’opposto si può costruire senza difficoltà un Termometro Reaumuriano con scala di quattro e di cinque piedi, come io feci più volte con canne, perfettamente calibrate, onde i gradi si suddividono in dieci parti ed anche più minutamente.
7. Finalmente un Termometro, come questo, costa troppo, perché vi si richiede molto mercurio (indispensabile pel moto del galleggiante), più di tempo, e maggior opera per montarlo. Altre difficoltà vi sono ancora, le quali per brevità ometto, ma le qui annoverate sono essenziali, e credo che per queste gli altri fisici si sieno astenuti dal produrre un simile Termometro elegante bensì, ma fallace ed inutile. Io, come dissi, l’ho costruito: se Vostra Eccellenza lo chiede è padrona, e dipenderò da’ suoi comandi. Frattanto inchinandomi mi raffermo, ec.
Specola di Padova, nella quale era custode e meccanico Giovanni Battista Rodella.

[1]Giovanni Battista Rodella (1749-1834), meccanico e custode della Specola di Padova tra Settecento ed Ottocento, ebbe numerosi allievi, tra cui il Tessarolo e lo Stefani, suo successore. Di lui, anche firmati, rimangono numerosi congegni elaborati su commissione.
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Autore: storiadentrolamemoria

Insegnante, ricercatore d'archivio, da oltre 25 anni impegnato nella pubblicazione di volumi e saggi inerenti storie di paesi, fenomeni, persone e cognomi. Collaboratore di quanti intendono scambiare dati e informazioni sulla storia del Veneto e oltre.

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