Storia Dentro la Memoria


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Il capitello scomparso della piazza di Lovari

di Paolo Miotto

Al centro del trivio, almeno dal Settecento, esisteva un capitello riportato da tutte le mappe catastali. Prima della costruzione dell’oratorio rappresentava l’unico riferimento pubblico sacro di Lovari. Era stato innalzato come punto di riferimento religioso in un tempo nel quale l’antica chiesetta medievale era in stato di abbandono e si tentava di prolungare il culto verso l’antico patrono S. Leonardo. I primi riferimenti documentari si ricavano dalle memorie del pittore e cronista castellano Nadal Melchiori.

capitello di Lovari

La Piazza di Lovari nel 1846 con la pianta del capitello mariano scomparso.

Nel 1719 era stato chiamato dai lovarani per affrescare il nuovo capitello con le immagini di Maria Addolorata, Cristo e S. Leonardo[1]. I deputati del comune di Lovari Agostino De Santi e Francesco Stoppa avevano curato la richiesta per conto degli abitanti della contrada, scelto l’artista, le immagini e le iscrizioni. È lo stesso pittore a rendere conto del suo lavoro, scrivendo nei primi decenni del ‘700 di aver dipinto un altro capitello nel Comun de Lovari con le seguenti iscrizioni dipinte sotto ogni scena affrescata: Fermati passegger humil t’inchina Alla Madre di Dio del Ciel Regina. Resurrexit sicut dixit. Caput ejus pungitur corona spinarum. Ascendit ad coelos. Sanctus Leonardus Prot[tettor] Lup[arorum]. Natalis Melchiori C. Castrifranci pingebat. 1719. Augustin de Santi e Francesco Stoppa Deputati f[ecero] f[are] 1719[2]. La data proposta fa riferimento agli affreschi, è quindi probabile che lo stesso capitello sia stato innalzato poco tempo prima. Fu demolito per ampliare la sede stradale. Non doveva certo essere piccolo, tenuto conto della misura del suo cancello, che ora si trova all’ingresso del giardino della canonica, sul lato destro della cancellata principale.

Anagrafe Lovari reg 3 APSML 372

Il cancello della casa canonica di S. Martino di Lupari che un tempo si trovava sul capitello scomparso del capitello di Lovari

 

La scomparsa del capitello non è rimasta nella memoria dei lovarani. Risale probabilmente tra fine ‘800 e i primi del ‘900, anche se la Franceschetto sembra alludere a un periodo più tardo, dopo la metà del XX secolo[3].

[1] N. Melchiori, (1724-1725), c. 466).

[2] Traduzione delle iscrizioni: Resuscitò come disse. Il suo capo è punto dalla corona di spine. Asceso al cielo. San Leonardo protettore dei lovarani. Natale Melchiori di Castelfranco dipingeva nel 1719.

[3] G. Franceschetto, I capitelli di Cittadella e Camposampiero. Indagine sul sacro nell’Alto Padovano, Roma 1972, p.23, n. 5.

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Nuovo numero della rivista Alta Padovana, Economia Società

Nel mese di aprile 2018, dopo oltre cinque anni di pausa, è uscito alle stampe un nuovo numero della rivista Alta Padovana, Economia e Società. Fra i vari saggi presenti a firma di Ruggiero Marconato, Giovanni Zalin, Franco De Checchi, Daniele Rampazzo, Pietro Casetta e Paolo Miotto, alle pagine 77-94, si trova l’articolo di Miotto intitolato: Le società operaie di Mutuo Soccorso di Villa del Conte, S. Giorgio in Bosco, Paviola, Lobia e S. Martino di Lupari. Una nuova occasione per approfondire un tema sociale legato al volontariato e alla beneficienza in alcuni paesi dell’Alta Padovana, ancora oggi di forte attualità. Il saggio contiene foto d’epoca inedite.

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