Storia Dentro la Memoria


Lascia un commento

Sulla via delle spezie. Un millennio di aromi e droghifici a San Martino di Lupari

Volantino spezie frontevolantino spezie retro

Questo volume racconta una storia antica e curiosa giunta fino ai nostri giorni. Quella delle spezie e del loro percorso iniziato nel lontano Oriente e giunto fino al territorio di San Martino di Lupari. L’utilizzo degli aromi esotici è, infatti, documentato in paese fin dal 1194, due anni dopo la conclusione della Terza Crociata, e da allora è un susseguirsi di numerosi tasselli antichi, moderni e contemporanei, che sprigionano il colorato e profumato mondo delle spezie. Dapprima utilizzate con funzione medicinale, come testimonia anche il prezioso manoscritto alchemico rintracciato a Galliera Veneta ma proveniente da Tombolo e prima ancora da Venezia, le fragranze entrano in seguito nel mondo gastronomico delle cucine dei nobili e delle abbazie mantenendo costi altissimi. Nel corso del tempo gli “odori” divengono così importanti da giustificare guerre e divenire il motore delle principali scoperte geografiche sulle rotte oceaniche. Perduta alla fine del ‘700 ogni valenza farmaceutica tramandata dalle spezierie, nel corso del XIX secolo il testimone è raccolto dai droghifici, che diventano punti di riferimento imprescindibili per soddisfare la tradizionale offerta di spezie da utilizzare per le conce, necessarie per la produzione degli insaccati e la conservazione e l’insaporimento delle carni. Risale al 1894 la nascita del primo stabilimento industriale per la produzione di spezie e surrogati a S. Martino di Lupari (Stabilimenti Giuseppe Agostini), destinato ad espandersi fino a Parma. Da allora, e per tutto il corso del Novecento, è un avvicendarsi di iniziative commerciali e creazioni di ditte specializzate, che trovano il loro punto di riferimento iniziale nella società I.D.E.A. (Industria Droghe e Affini) fondata nel 1919. Di questo variegato mondo commerciale, fra tradizione e innovazione, oggi rimangono due ditte (Italdroghe e Sidea), a testimonianza del singolare millenario percorso delle spezie nell’Alta Padovana.


Lascia un commento

Alle origini di Rossano Veneto: il Castellaro

a cura di Paolo Miotto

Giovedì 28 Novembre, ore 20,30, presso la Sala Conferenze di Villa Caffo di Rossano Veneto, Paolo Miotto presenterà una serata storica sulle origini del paese soffermandosi sulle vicende del Castellaro. Conferenza promossa dall’Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco. Ingresso libero.

ImpLocandina30x70-OriginiRossano

 

 


Lascia un commento

L’epopea di una famiglia, la storia di una comunità e la nascita di un paese (Rosà)

di Andrea Minchio, Direttore de L’Illustre Bassanese

img129

Se ritenete impossibile che al giorno d’oggi esista ancora qualcuno in grado di separarsi (almeno temporaneamente) da smartphone, tablet e altri congegni tecnologici, per poi isolarsi dal resto del mondo e rinchiudersi in archivi polverosi a consultare documenti ingialliti dal tempo, vi sbagliate di grosso. Persone simili, potremmo anche definirle “eroiche”, infatti ce ne sono, e fortunatamente non poche. Appartiene a tale “specie” umana pure lo studioso Stefano Zulian, che i nostri lettori hanno già conosciuto: passato attraverso mille peripezie, una vita avventurosa alle spalle, ben simboleggiata dalla roboante Guzzi California Special 1100 del 2001 con la quale si muove quotidianamente, egli ci propone in questa circostanza l’esito, evidentemente conformato alle necessità della testata, di una minuziosa ricerca genealogica compiuta per conto del dottor Valentino Trento, residente a Tezze sul Brenta: un lavoro su commissione, dunque, volto a indagare le origini e la storia di una precisa famiglia. Qualcuno si domanderà, anche legittimamente, se ciò si concili con le finalità che da trent’anni persegue l’Illustre bassanese. La risposta, senza tema di smentite, è affermativa: già, perché le vicende romanzesche che hanno accompagnato le diverse generazioni dei Trento de Rivaleys (anche il predicato nobiliare, di origine medievale, si deve a una scoperta di Stefano Zulian) s’intersecano profondamente con la storia del nostro territorio. E, in maniera specifica, con la nascita di Rosà; evento di non poco conto, dovuto allo spirito d’intraprendenza di un pugno di coloni, i rurales della Roxata, guardati con un misto di disdegno e preoccupazione dai bassanesi e capitanati da alcune industriose e solerti famiglie. Fra queste, appunto, anche quella dei Trento. Nelle pagine che seguono veniamo invitati a compiere uno straordinario viaggio nel tempo e nello spazio, seguendo gli spostamenti dei primi Trento dal castello di Rivai, attuale frazione di Arsiè, a Feltre e a Bassano. Con loro assistiamo, vivendone le dirette ripercussioni in loco, al “passaggio” delle varie dominazioni che hanno segnato il Bassanese fra l’inizio del Trecento e il primo Quattrocento, quando finalmente – e a condizioni particolari – la città entra a far parte della Repubblica Serenissima. Partecipiamo alle dispute, anche molto accese, tra cittadini e coloni; seguendo gli sviluppi economici dell’intera area, prendiamo poi parte ai loro scontri con le corporazioni cittadine, tenacemente aggrappate ai propri privilegi, così come con i patrizi, beneficiati dal Comune nell’acquisizione di vaste proprietà e artefici di innovazioni che hanno cambiato, oltre alle tecniche agricole, anche la società del tempo. E’ un grande affresco, quello che emerge dallo studio di Stefano Zulian, il “motociclista-ricercatore”, che appassiona e seduce. Difficile non schierarsi dalla parte dei rurales e non soccorrerli nel loro sforzo per l’acquisizione di una meritata indipendenza.